[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/pCEMsFHYdeo”][vc_column_text]La Canzone del Sole era di là da venire, ma anche solo Acqua Azzurra Acqua Chiara per tacer di Pensieri e Parole, del Mio canto libero, del Nostro caro angelo e via citando capolavori assoluti che hanno cambiato il corso della canzone italiane.
In quel 1969 un impacciatissimo Lucio Battisti, già celebre come autore (29 Settembre dell’equipe 84 era arrivata in cima alla hit parade) ma ancora non famoso come cantante (solo Balla Linda era entrata in classifica, arrivando al quarto posto) partecipò per la prima e unica volta a Sanremo. Non arrivò fra gli ultimi ma al 9° posto che con il senno del poi appare ridicolo ma allora non parve male e che fu trainato soprattutto dalla travolgente versione di Wilson Pickett.
Ma da lì partì una “discesa ardita” che portò in pochi anni Battisti a produrre in pochissimi una quantità di successi che a livello nazionale (e quindi fatte le debite proporzioni qualitative e quantitative) è paragonabile alla prolificità dei Beatles a livello planetario.
“Un’avventura” non è probabilmente fra le prime 10 o nemmeno fra le prime 20 migliori canzoni di Lucio ma resta la testimonianza del trampolino. Per capirci: nel 1969 Battisti pubblico in concomitanza del festival il 45 giri con “Un’avventura” e “Non è francesca”. Un mese dopo un nuovo disco: Acqua azzurra, acqua chiara/Dieci ragazze. Dopo aver sbancato le classifiche in estate in ottobre arriva il nuovo 45 giri: Mi ritorni in mente/7 e 40. CI sono cantanti che avrebbero fatto carte false per aver scritto o cantato uno solo di questi sei brani in carriera. Lui li produsse in 9 mesi.
E fra una cosa e l’altra scrisse anche “Il Paradiso” che Patty Pravo portò poi al successo.
Ci manchi ancora Lucio.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











