fbpx

Nessuno copra le curve di Jessica

In una celebre fiction televisiva del secolo scorso Turi Ferro, padre e marito circondato da tante donne, ogni tanto smadonnava dicendo: “…e poi dicono che non mi devo incazzare”.

Ecco io leggendo oggi che in America, in un Disneyland in California Jessica Rabbit non sarà più esibita col suo strepitoso superscollato abito rosso e le relative atomiche curve in evidenza ma con un casto impermeabile doppio petto, in onore al “mee too”, mi viene proprio da dire “…e poi dicono che non mi devo incazzare”.

Cioè vi pare possibile che Jessica Rabbit, l’icona del cartone supersexy e superironico, la fatalona dalle curve mozzafiato, innamorata perdutamente del ridicolo coniglione bugs bunny, vi pare possibile che una delle figure più intelligenti, riuscite, brillanti della cinematrografia degli ultimi anni debba essere censurata, le si debba cancellare la personalità, abrogarla di fatto – perché Jessica senza curve, scollature, ancheggiamenti non è Jessica, è un’altra cosa, un’altra persona, un altro cartone – in nome di un neo-bigottismo, effetto collaterale e cretino della sacrosanta battaglia del “me too”?

Vi possibile? Non ci volevo credere ieri quando ho letto i giornali. 

E allora oggi a furor di popolo dedico a Jessica la songoftheday, alla strepitosa Jessica di rosso vestita e di rosso chiomata che fa impazzire Bob Hoskins e tutti gli uomini del pianeta che, pur sapendo che è finta, ne sono rimasti per sempre ammaliati, conquistati, eccitati.

La canzone che Jessica – con la voce di Amy Irving – canta è uno standard americano degli anni ’30, “Why don’t you do right”, portato al successo da Peggy Lee con Benny Goodman e racconta della ramanzina di una donna al suo uomo a cui chiede “perché non fai le cose per bene, come fanno gli altri uomini” e lo invita a uscire e procurarle un po’ di soldi. Perfetta per Jessica in rosso scintillante e tutta curve, inconcepibile per la signora con l’impermeabile.

Ma tu, Jessica nostra, fregatene. Il bello dei cartoni e che sono eterni ed eternamente uguali. E tu sei e sarai sempre la meraviglia di rosso vestita e di rosso chiomata che ci regala un sorriso.

Condividi: