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The Waterboys, il mio regalo per i 60 a Manchester

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/sBW8Vnp8BzU”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Il concerto dei Waterboys è stato regalo che i miei cognati Lisa ed Einion mi hanno fatto per festeggiare i miei 60 anni. Siamo andati a vedere la band a Manchester in un concertone che ha ripercorso tutta la loro carriera e i molti stili musicali che Mike Scott e i suoi hanno attraversato nel corso di quasi 40 anni di carriera.

Lui, frontman e anima dei Waterboys, governa il palcoscenico con padronanza animale e conduce il pubblico per le tortuose strade della sua ispirazione sorrette da una tecnica musicale squisita e da una ispirazione che non ha conosciuto ancora il suo autunno. Ovviamente tutti, ma proprio tutti tutti, in quel teatro mancuniano aspettavamo “la” canzone dei Waterboys: The whole of the moon (La luna intera, il “tutto” della luna), il loro più grande successo, quella che Scott si rifiutò di cantare a “Tops of the pop” perché gli chiedevano di farla in playback.

La song parla di una ragazza speciale che è un passo avanti e riesce sempre a vedere e fare le cose che gli altri non raggiungono così quando gli altri guardano uno spicchio di luna lei vede “the whole of the moon”.

I pictured a rainbow
(Ho disegnato un arcobaleno)
You held it in your hands
(Tu lo tenevi nelle tue mani)
I had flashes
(Io avevo i flash)
But you saw then plan
(Ma tu vedevi tutto il piano)
…I saw the crescent
(Io ho visto il lato crescente)
You saw the whole of the moon
(Tu hai visto tutta la luna)

Il ritmo è trascinante, non si può fare a meno di alzarsi e ballare ascoltandola e così facemmo quella notte a Manchester.
Grazie Lisa, grazie Einion.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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