[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/FG1NrQYXjLU”][vc_column_text]Il fenomeno (culturale e musicale) punk ha condizionato l’universo giovanile degli anni ’70, allungandosi poi negli ‘80s per diventare fabbrica di successi e di musica globale e perdendo strada facendo i suoi connotati eversivi, di protesta contro il sistema, e i suoi aspetti politici che in alcuni gruppi (i miei Clash innanzi tutto) aveva espresso.
E insomma, per farla corta, in quei tempi c’era un gruppo, si chiamava “Generation X” (nei decenni a seguire non si sono sforzati per inventare terminologie nuove) con un cantante biondo e torbido che poco dopo si mise in proprio e diventò famoso. Si chiamava Billy Idol.
Oggi vi propongo una delle sue song più note, scritta ai tempi della band ma poi riproposta e portata in alto nelle hit da solista: Dancing with myself (Ballando da solo). Il testo è un inno all’autosufficienza e alla disperazione:
I’m dancing with myself
(Io ballo da solo)
When there’s no-one else in sight
(quando non c’è nessun altro in giro)
In the crowded lonely night
(nella affollata notte solitaria)
Well I wait so long
(Ok, aspetto da tanto)
For my love vibration
(la mia vibrazione d’amore)
And I’m dancing with myself
(E sto ballando ballo da solo)
Well there’s nothing to lose
(Non c’è niente da perdere)
And there’s nothing to prove
(E niente da dimostrare)
I’ll be dancing with myself
(Io ballerò da solo).
Il ritmo è aggressivo, incalzante. Idol è bello e maledetto. Il video ha la classica estetica anni ’80 ed è efficace.
Vabbè ve lo conoscete. Song e clip sono abbastanza leggendarie.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











