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Nuovo ospedale di Siracusa, fondi a rischio? Nicita (PD) presenta due interrogazioni

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Il Senatore siracusano interviene dopo le indiscrezioni sul presunto ritiro del cofinanziamento da 47,8 milioni da parte della Regione: “Certezze su una lunga fase burocratica che rischia di tradursi in nuovi ritardi”

Il cantiere (ancora virtuale) del nuovo ospedale di Siracusa finisce nuovamente sotto i riflettori del Parlamento. A sollevare dubbi sull’effettiva copertura finanziaria dell’opera è il senatore Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo PD al Senato, che ha annunciato il deposito di due distinti atti di sindacato ispettivo.

L’iniziativa politica nasce a seguito delle recenti indiscrezioni pubblicate dalla testata Libertà Sicilia. Secondo le notizie circolate, la Regione Siciliana avrebbe rinunciato a coprire con proprie risorse i 47,8 milioni di euro originariamente previsti a carico dell’ASP locale. Questa mossa trasferirebbe l’intero onere finanziario dell’opera — stimato in circa 172 milioni di euro — direttamente sulle spalle del bilancio dello Stato.

Per fare piena luce su questa complessa architettura finanziaria, il senatore Nicita ha deciso di muoversi su un doppio binario istituzionale:

  • 1. L’interrogazione al Ministro della Salute: Il primo atto è rivolto direttamente al Governo nazionale. Nicita chiede di fare chiarezza non solo sulle coperture complessivamente disponibili per la realizzazione dell’opera, ma anche sullo stato dell’istruttoria relativa alla proposta di classificazione del nuovo ospedale come presidio di secondo livello, un passaggio cruciale per garantire reparti e servizi di eccellenza al territorio.

  • 2. L’interrogazione all’Assessora regionale: Il secondo documento è stato depositato in Commissione speciale per l’insularità ed è indirizzato all’Assessora regionale alla Salute, Daniela Faraoni. A lei si chiede la conferma ufficiale dell’eventuale rinuncia regionale al cofinanziamento, le motivazioni tecniche o politiche di tale scelta e, soprattutto, il nuovo cronoprogramma previsto per i lavori.

Il rischio percepito è che i rimpalli finanziari possano tradursi in un’ulteriore dilatazione dei tempi per un’infrastruttura vitale per la salute pubblica della provincia aretusea.

«Siracusa e il suo territorio meritano risposte chiare – dichiara senza mezzi termini il senatore Nicita –. Si chiedono certezze su una lunga fase burocratica che rischia di tradursi in nuovi ritardi per un’opera attesa da decenni».

La palla passa ora a Roma e Palermo, chiamate a svelare le carte sui fondi realmente a disposizione per posare, finalmente, la prima pietra.

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