[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/EDCHk6JhFzQ”][vc_column_text]In questa stagione in cui si muore a milioni di Covid sembrano “minori” le morti bianche, i morti di lavoro. Eppure in questa stagione i morti di lavoro sono tanti, ieri uno a Genova travolto da dei tubi caduti da una gru, nei mesi scorsi una serie impressionante di tragedie, molte donne uccise da macchine di cui avevano segnalato invano i difetti, il malfunzionamento.
E leggendo ieri sera della notizia di Genova m’è venuta in mente una canzone bellissima e atroce, una taranta terribile di Caparezza, “Vieni a ballare in Puglia”, che in realtà è “vieni a morire in Puglia”. Il testo, introdotto da un assolo tenorile di Albano, è una requisitoria sarcastica e sanguinosa del lavoro che uccide: vale per tutti i luoghi, vale per la Puglia meta turistica di gran voga, vale per la mia Sicilia.
Ma qui nel golfo c’è puzza di zolfo, ché sta arrivando il demonio
Abbronzatura da paura con la diossina dell’ILVA
Qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa
Nella zona spacciano la moria più buona
C’è chi ha fumato i veleni dell’ENI
Chi ha lavorato ed è andato in coma
Fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese
Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo paese
Dove quei furbi che fanno le imprese, no, non badano a spese
Pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru
Perché può capitare che si stacchi e venga giù
È vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica
Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica
Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia
In quella bolgia s’accoppa chi sgobba
Echi non sgobba si compra la roba
E si sfonda finché non ingombra la tomba
Turista tu resta coi sandali e non fare scandali se siamo ingrati
E ci siamo dimenticati d’essere figli di emigrati
Mortificati, non ti rovineremo la gita
Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita
Ricordo Caparezza cantare questa song a un concerto del 1 maggio in piazza San Giovanni. Ci portai Giorgio che era ancora un ragazzino. Sono passati almeno 10 anni da allora.
Si muore ancora di lavoro in Puglia, si muore ancora di lavoro ovunque.
Grandissima canzone, grandissimo Caparezza.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











