[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/Wgdq24K8nOk”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Siamo nel luglio del 1953 al teatro greco di Palazzolo Acreide si tenevano già da qualche tempo le rappresentazioni classiche. Quell’anno non fu l’INDA ad organizzare ma una pressoché dimenticata associazione, la “Pro-ACRE”, che dal 30 luglio al 3 agosto di quell’anno mise in scena “Ifigenia in Aulide“ di Euripide per la regia di Accursio Di Leo. Nel cast attori già famosi e altri che lo sarebbero diventati con l’avvento della televisione: il siracusano Salvo Randone, Alberto Lupo e Luca Ronconi.
Sul palco del teatro greco sette giovanissime coriste, quasi tutte fresche di studi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Fra quelle ragazze una ventiduenne romana, Maria Luisa Ceciarelli, non ebbe una grande esperienza teatrale ma divenne una delle più grandi attrici, icona del cinema italiano e di livello internazionale. Sul quel suggestivo e antico palcoscenico di Palazzolo si chiamava, come detto, Marisa Ceciarelli. Al cinema si chiamò, subito dopo, e si chiama ancora, Monica Vitti.
Anni fa, la stessa Monica Vitti raccontò a “Domenica In” un episodio legato al suo esordio. Fra alcuni anziani di Palazzolo circola ancora la storia del pullman della compagnia teatrale che si fermò in piazza San Sebastiano e dal quale scese un plotone di belle ed allegre ragazze. Le attrici furono scambiate per un gruppo di prostituite che avrebbero dovuto sostiture le colleghe della casa d’appuntamenti locale. Nel 1953 la legge “Merlin” non aveva ancora chiuso i bordelli.
A distanza di quasi 70 anni, l’Amministrazione comunale di Palazzolo Acreide, su proposta del quotidiano La Sicilia e della redazione di SiracusaPress, vuole onorare quell’esordio con qualcosa di più di un semplice aneddoto: offire a Maria Luisa Ceciarelli, alisa Monica Vitti la cittadinanza onoraria di uno dei Borghi più Belli d’Italia.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











