Il segretario Renzo Spada chiede l’intervento urgente di Procura, Prefettura e Regione: «Non possiamo più assistere in silenzio. Quando un malato attende mesi per un presidio indispensabile siamo di fronte a una sofferenza inaccettabile»
Il segretario territoriale del sindacato Fsi-Usae di Siracusa, Renzo Spada, ha formalmente richiesto l’intervento immediato della Procura della Repubblica, della Prefettura e della Regione Siciliana per fare piena luce sui gravissimi ritardi accumulati dall’Asp di Siracusa nell’erogazione di ausili e presidi sanitari salvavita.
La denuncia si concentra sulle pesanti inefficienze registrate dal sindacato nell’ambito dell’Unità di Medicina Riabilitativa e nella gestione burocratica delle procedure di autorizzazione e consegna dei dispositivi medici.
I ritardi colpirebbero direttamente i soggetti in condizioni di totale fragilità: persone con disabilità grave e gravissima, invalidi civili e malati oncologici terminali. Secondo il sindacato, le numerose segnalazioni pervenute evidenziano tempi di attesa del tutto incompatibili con le condizioni cliniche degli utenti, costretti a subire lungaggini per ottenere carrozzine, supporti ortopedici e presidi per la mobilità quotidiana.
Di fronte a questa emergenza, la Fsi-Usae ha deciso di bypassare i vertici aziendali e di rivolgersi direttamente agli organi ispettivi e giudiziari dello Stato.
Le richieste presentate dal sindacato nell’esposto si articolano nei seguenti punti:
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Il monitoraggio della Prefettura: l’immediato intervento di sua eccellenza il Prefetto affinché venga monitorata la situazione strutturale e siano adottate d’urgenza tutte le iniziative istituzionali a tutela dei malati;
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Le ispezioni della Regione: il coinvolgimento diretto dell’assessorato regionale della Salute per l’avvio immediato di verifiche ispettive e amministrative sulle criticità interne dell’azienda sanitaria;
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L’indagine della Procura: la trasmissione di tutta la documentazione alla Procura della Repubblica affinché vengano effettuati gli accertamenti penali sui fatti denunciati e sulle eventuali responsabilità omissive.
«Si tratta di cittadini particolarmente fragili per i quali ogni singolo giorno di ritardo può determinare un irreparabile aggravamento delle condizioni di salute, una compromissione della dignità e un pesante carico assistenziale sulle famiglie – spiega il segretario Renzo Spada –. Per questo riteniamo necessario che vengano accertate le cause di tali disfunzioni, verificando carenze di personale o problematiche procedurali all’interno dell’Asp di Siracusa».
Il sindacato ha inoltre comunicato di essere già in possesso di un cospicuo dossier contenente relazioni mediche, lettere di sollecito disattese e riscontri oggettivi che saranno messi a completa disposizione dei magistrati per consentire una puntuale ricostruzione cronologica dei fatti.
La Fsi-Usae ricorda che la tutela della salute rappresenta un diritto fondamentale costituzionalmente garantito che non può essere sottomesso a vincoli di bilancio o a inefficienze gestionali.







