Il senatore Antonio Nicita chiede una sospensione del procedimento autorizzatorio dopo le notizie su presunte influenze e le osservazioni critiche di Autorità dei Trasporti, ANAC e della senatrice a vita Cattaneo.
Le notizie emerse negli ultimi giorni sulla gestione del procedimento autorizzatorio del Ponte sullo Stretto tornano al centro del dibattito politico. Il senatore Antonio Nicita, vicepresidente del Gruppo PD a Palazzo Madama, ha chiesto con una nota ufficiale una sospensione delle attività e l’avvio di verifiche approfondite, alla luce di quanto riportato da diversi organi di stampa su presunte pressioni e condivisione di informazioni tra soggetti coinvolti nel procedimento.
«Emerge un quadro di pressioni, influenze, riporti e condivisione di informazioni e strategie che, anche se nel caso della Corte dei Conti non sembra essere andato in porto, alimenta dubbi e preoccupazioni su un procedimento autorizzatorio complesso, forzato, sbrigativo e in molti casi pesantemente lacunoso», ha scritto Nicita. Il senatore ha richiamato anche le osservazioni critiche formulate dall’Autorità dei Trasporti, dal presidente dell’ANAC e dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, invitando a smettere di utilizzare l’opera come strumento di propaganda politica.
Nicita ha poi commentato le dichiarazioni dei vertici della Società Stretto di Messina, citati dalla stampa come presunti destinatari di informazioni da parte di alcuni indagati, i quali si sarebbero detti sorpresi sia dagli esiti della Corte dei Conti a suo tempo, sia dalle rivelazioni odierne. «Forse per digerire tutte queste sorprese occorre del tempo supplementare, qualche riflessione aggiuntiva, un maggior rispetto per tutte le istituzioni che, a vario titolo, hanno sollevato dubbi, mosso rilievi e, da ultimo, avviato indagini», ha osservato il parlamentare dem.
Nicita ha concluso ricordando che il cronoprogramma dell’opera ha già subito uno slittamento, con l’avvio dei lavori ora collocato di fatto al 2030, e che sarebbe nell’interesse di tutti chiarire ogni elemento prima di insistere su una tabella di marcia già di per sé rimessa in discussione.







