Aggiornato al 10/06/2026 - 19:15
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La decisione

“Accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata”, sciolto il comune di Francofonte

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La decisione presa dal Consiglio dei Ministri, l’ente sarà guidato da una commissione straordinaria per i prossimi 18 mesi. Sotto la lente gli atti dal 2018 a oggi

l Consiglio dei Ministri, nel corso dell’ultima riunione a Palazzo Chigi, ha deliberato lo scioglimento del Comune di Francofonte per infiltrazioni mafiose.

Il provvedimento, adottato su proposta del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ai sensi dell’articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali (Tuel), prevede l’affidamento della gestione del Comune siracusano a una Commissione straordinaria per la durata di diciotto mesi.

Il testo diramato dal Governo fotografa una situazione di profonda alterazione delle regole democratiche e amministrative all’interno dell’ente locale. Lo scioglimento è stato sancito:

«In considerazione degli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata che compromettono la libera determinazione e l’imparzialità dell’amministrazione locale, nonché il buon andamento e il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio dell’ordine e della sicurezza pubblica».

Il commissariamento segna la decadenza immediata del sindaco, della giunta e del consiglio comunale, congelando la vita politica attiva del paese per il prossimo anno e mezzo.

La decisione del Consiglio dei Ministri rappresenta l’atto finale di un’articolata e silenziosa attività d’indagine burocratica avviata sul territorio nell’agosto dello scorso anno.

Su input del Ministero, la Prefetta di Siracusa, Chiara Armenia, aveva infatti inviato a Francofonte una commissione ispettiva. Gli ispettori prefettizi avevano acquisito e passato al setaccio una mole imponente di faldoni, concentrandosi su tutta la documentazione e sugli atti amministrativi prodotti dal 2018 ai giorni nostri, arco temporale che coincide con l’elezione e il mandato del sindaco Daniele Lentini.

Sotto la lente d’ingrandimento della commissione d’accesso sono finiti in particolare gli affidamenti degli appalti pubblici, le concessioni di licenze, le varianti urbanistiche e i servizi assistenziali, ambiti in cui gli investigatori hanno riscontrato le anomalie e i legami opachi che hanno poi portato il Viminale a decretare il massimo rigore istituzionale.

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