Una tavolata condivisa, cibo portato da casa e un quartiere trasformato per una sera in uno spazio di incontro. L’iniziativa, autorizzata dal Comune, si inserisce nel percorso di valorizzazione del Piano Alto
Una strada appare diversa quando, invece delle auto, trova spazio una lunga tavolata. Cambia il rumore, cambiano le distanze, cambiano perfino i rapporti tra le persone. È quello che è accaduto il 15 agosto al Piano Alto di Noto, dove una parte del quartiere si è trasformata per una sera in un luogo di incontro, convivialità e condivisione.
L’idea è stata quella di organizzare una cena sociale di Ferragosto, promossa da Denisa C. Sandru, Salvatore Tringali, Pietro Assenza, Micael Klossner e Carlo Di Martina, con una formula semplice quanto significativa: nessun grande allestimento, nessun evento costruito dall’alto, ma una comunità chiamata a partecipare direttamente.
Chi ha preso parte alla serata ha portato qualcosa da condividere: il cibo, un tavolo, delle sedie, le stoviglie, ma soprattutto la voglia di trascorrere qualche ora insieme.
E così una strada del Piano Alto è diventata una tavola lunga quanto la voglia di stare insieme. Famiglie, residenti, amici e partecipanti hanno condiviso pietanze, conversazioni e ricordi, restituendo per qualche ora alla strada una funzione diversa da quella abituale: non soltanto luogo di passaggio, ma spazio di comunità.
L’iniziativa è stata autorizzata e patrocinata dal Comune di Noto attraverso l’ordinanza n. 129/2026 dell’11 agosto, che ha consentito lo svolgimento della serata.
Un aspetto che si inserisce in un percorso più ampio di attenzione e valorizzazione del Piano Alto, quartiere storico della città che negli ultimi tempi è stato interessato da una serie di interventi e iniziative che ne hanno progressivamente modificato la percezione.
Tra gli elementi che hanno contribuito a questa nuova centralità c’è anche l’istituzione dell’isola pedonale di via Corrado Sbano, pensata per restituire maggiore vivibilità a uno degli angoli caratteristici del quartiere e favorire una fruizione diversa degli spazi.
A questo si aggiunge la rinascita dell’ex chiesa settecentesca di Sant’Agata, in via Trigona, oggi trasformata in Santagatha Pozzilei, concept store che ha riportato attenzione anche commerciale e culturale su un edificio storico del Piano Alto.
Sono esperienze differenti, ma che contribuiscono tutte a un unico processo: quello di riportare persone, attività e occasioni di incontro in una zona della città che per troppo tempo è stata percepita soltanto come periferica rispetto ai luoghi più conosciuti del centro storico.
Ed è proprio in questo contesto che assume un significato particolare la cena di Ferragosto.
Per una sera, infatti, non sono stati un monumento, un palazzo storico o una grande manifestazione a richiamare l’attenzione sul Piano Alto. Sono state le persone.
«Vogliamo contribuire a rendere la città più bella attraverso la presenza delle persone e la loro capacità di costruire relazioni», spiegano i promotori. «La cura di un luogo passa anche dalla possibilità di viverlo, attraversarlo e riconoscersi in esso».
Il senso dell’iniziativa sta tutto qui: la valorizzazione di un quartiere non passa soltanto dagli interventi fisici, dalle attività commerciali o dalle iniziative istituzionali, ma anche dalla capacità di chi lo abita di riappropriarsene.
La cena sociale è stata, in questo senso, una piccola esperienza di rigenerazione urbana dal basso. Nessuna formula complicata: una strada, una tavola e persone disposte a condividere.
Il risultato è stato un Piano Alto diverso da quello di tutti i giorni, capace di mostrare un volto più intimo e autentico.
L’Amministrazione comunale, nel sottolineare il valore dell’iniziativa, evidenzia proprio il percorso di valorizzazione avviato nel quartiere e la possibilità, oggi, di ospitare eventi e occasioni di socialità in luoghi che stanno tornando progressivamente al centro della vita cittadina.
Un percorso che comprende la pedonalizzazione di via Corrado Sbano, la valorizzazione di spazi storici come Sant’Agata e una maggiore attenzione alla vivibilità del quartiere.
La serata del 15 agosto rappresenta così un ulteriore tassello di questa trasformazione: non soltanto un evento di Ferragosto, ma la fotografia di un luogo che prova a cambiare attraverso chi lo vive.
E forse è proprio questa la parte più interessante della storia. Perché quando una strada si riempie di tavoli, piatti, bambini, famiglie, amici e conversazioni, quella strada smette per qualche ora di essere semplicemente una strada.











