Nel giro di pochi giorni il carcere è stato teatro di due episodi di violenza contro gli agenti di Polizia Penitenziaria e di una rivolta durante una perquisizione, con detenuti che hanno minacciato gli agenti con forbici da sarta
Ferragosto ad alta tensione nel carcere di Cavadonna. Due gli episodi di violenza registrati tra il 14 e il 16 agosto nella casa circondariale, che hanno visto vittime gli agenti di polizia penitenziaria.
Il 14 agosto due poliziotti sono stati aggrediti nell’arco della stessa giornata. Nella mattinata un sovrintendente è stato colpito con un pugno in pieno volto da un detenuto, senza alcuna provocazione, durante il normale svolgimento del servizio. Nel tardo pomeriggio un gruppo di reclusi si è rifiutato di rientrare nelle celle all’orario previsto per la chiusura serale, e quando l’agente in servizio ha tentato di ripristinare l’ordine, un detenuto lo ha aggredito con un pugno all’occhio sinistro. Il poliziotto ha ricevuto le prime cure nell’infermeria dell’istituto, per poi essere trasportato con urgenza al pronto soccorso a causa della gravità del trauma visivo riportato. Le ferite riportate sono state giudicate guaribili in 15 giorni.
Ieri, domenica 16 agosto, un nuovo episodio. Il personale di Polizia Penitenziaria si era recato davanti alle celle per eseguire un ordine di perquisizione disposto dai superiori gerarchici, ma i detenuti hanno fatto blocco fisicamente, impedendo l’ingresso agli agenti e rifiutando i controlli. La tensione è salita quando alcuni reclusi hanno minacciato gli operatori mostrando forbici da sarta volutamente separate in due pezzi, trasformate in lame appuntite. Di fronte alla minaccia, il personale è stato costretto a desistere dalla perquisizione per evitare un’escalation.
“Siamo di fronte a un precedente pericolosissimo. Impedire con le armi e con la forza una regolare perquisizione ordinaria significa che le sezioni detentive rischiano di sfuggire al controllo dello Stato” ha dichiarato il segretario provinciale dell’Osapp, Giuseppe Argentino, chiedendo l’intervento immediato del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e del Ministero della Giustizia con l’invio di contingenti di supporto.
Sulla stessa linea il rappresentante Osapp alla casa circondariale, Gianluca Sommariva, che ha chiesto il trasferimento fuori regione dei detenuti responsabili della rivolta e l’intervento del Gruppo di intervento operativo per ripristinare legalità e disciplina all’interno dell’istituto. Il sindacato ha inoltre sollecitato da tempo l’istituzione di circuiti penitenziari specifici per i detenuti più pericolosi, sostenendo che la loro gestione nei circuiti ordinari continui a mettere a rischio l’incolumità del personale.
L’Osapp provinciale ha infine annunciato che, in assenza di risposte concrete e immediate da parte dei vertici dell’amministrazione penitenziaria, saranno avviate tutte le forme di protesta consentite a tutela della sicurezza e della dignità degli agenti in servizio a Siracusa.











