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L’era del cinghiale è tornata come sperava Battiato

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][vc_video link=”https://youtu.be/q2QjxWtN3vg”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Tempi suini i nostri. Nella città dove vivo dal 20 anni, come scriveva ieri Repubblica in prima pagina, è cominciata “L’era del Cinghiale”. Nella città dove nacqui e dove restano le mie radici, Siracusa, qualche settimana fa è stata catturata una colonia di maiali che s’era insediata da alcuni mesi fra le aiuole di un quartiere di periferia.

cinghiali siracusapressInevitabile per chi, come me, tiene una rubrica di musica popolare e triviale, letto il giornale, scegliere come song odierna il capolavoro del maestro Battiato. “L’era del Cinghiale Bianco”.

La canzone, primo vero successo “popolare” del cantautore siciliano, è uscita con l’album omonimo nel ’79 ed ha rappresentato il preludio di quell’irresistibile successo che, passando da “Patriots” nell’80, sarebbe esploso nell’81 con “La Voce del Padrone”, primo album nella storia della musica leggera italiana a vendere un milione di copie.

“L’era del cinghiale bianco” è un brano bellissimo, evocativo, un po’ ermetico nei testi come molti brani del maestro, ricco di riferimenti culturali che non sempre è facile cogliere (e forse non importa nemmeno coglierli necessariamente tutti) sembra comunque che il riferimento al titolo sia nella mitologia indù dove l’era del cinghiale bianco rappresenta l’era della conoscenza e della perfezione (apprendo da Wikipedia).

Ma l’atmosfera del brano che coinvolge, con la capacità di evocare con musica e parole ambienti orientali e mediterranei – gli alberghi pieni a Tunisi per le vacanze estive, l’uomo di una certa età che offriva sigarette turche, gli studenti di Damasco vestiti tutti uguali – rende il brano suggestivo e assolutamente originale, specie per quell’autunno degli anni ’70 quando la musica era distantissima da queste armonie e queste sofisticazioni.
Una citazione non può mancare per il violino di Giusto Pio, scomparso alcuni anni fa, che regge la melodia della song e che appare anche nel video (la sua “Legione Straniera” non mancherà in futuro in questa rubrica).

I cinghiali di Roma non sono bianchi e nemmeno i maiali di Siracusa. L’era che recano dubito sia quella della conoscenza. Ma l’emozione della song di Battiato supera tutte le ere.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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