otis siracusapress

Seduto sul molo della leggenda con Otis

otis siracusapress

condividi news

[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/rTVjnBo96Ug”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]È complicato parlare di una delle più famose song di tutti i tempi, della quale si è scritto tutto, una singola canzone dalla storia stranissima ed epica, diversa dalle altre del suo autore, diventata il simbolo di un cantante che non l’ha mai cantata in pubblico, posta da Rolling Stones al 26° posto nella classifica delle più belle canzoni di tutti i tempi mentre il suo interprete, Otis Redding è all’8° posto fra i migliori cantanti di sempre. “Sittin’on the dock of the bay” è un inno alla tranquillità, al tempo lento, alle cose che non cambiano, che non si vuole che cambino:

Looks like nothing’s gonna change
Everything still remains the same
I can’t do what ten people tell me to do
So I guess I’ll remain the same, listen
(Sembra che niente cambierà
Tutto rimarrà uguale
Non posso fare quello che dieci persone mi dicono di fare e cosi’ credo proprio che rimarrò qui, ascoltami)

Sittin’ here resting my bones
And this lonely mess won’t leave me alone, listen
Two thousand miles I roam
Just to make this dock my home, now
(Sono seduto qui a far riposare le mie ossa
finche’ questo triste caos non mi lascerà in pace, ascoltami
Ho girovagato per duemila miglia
Solo per poter fare di questo molo la mia casa, ora)

I’m just gon’ sit at the dock of a bay
Watchin’ the tide roll away, ooh
Sittin’ on the dock of the bay
Wastin’ time
(E quindi rimarrò sul molo della baia
A guardare la marea ritirarsi, ooh
seduto sul molo della baia
lasciando passare il tempo)

Otis aveva 26 anni, incise questa canzone il 7 dicembre del ‘67; era noto ma non famoso. Tre giorni dopo morì precipitando col piccolo aereo su cui viaggiava con i suoi collaboratori. The Dock of the Bay uscì postuma e diventò uno dei più grandi successi della musica popolare, consacrando post-mortem il suo autore nell’olimpo degli immortali della musica.

E chi l’ha ascoltata almeno una volta avrà sicuramente pensato a lui quando gli sarà capitato di vedere “the ships roll in” e poi “roll away again” in una qualunque bay.

E si sarà messo a fischiare, come Otis.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni