La più celebre Sally del pop può attendere

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[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/r8OipmKFDeM”][vc_column_text]Questa più che una song è un puzzle di citazioni, rimandi, evocazioni, plagi. Questa è una delle più belle song del brit-pop, cioè del pop in generale, di sempre. E lo capisco che erano anni duri per chi si doveva confrontare negli anni ’90 con la musica britannica. Questi ragazzotti di Manchester, cresciuti negli anni in cui in città scoppiavano miti come gli Smiths di Morrissey, i Joy Division di Ian Curtis, i Simply Red di Mick Hucknall, nel ’95 produssero un album leggendario “(What’s the Story) Morning Glory?” che, per intenderci, ha venduto in UK più copie di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”. Si tratta del più grande LP del brit-pop, un album che ha “marchiato” gli anni ’90 e la musica dopo.

Per farla breve e, continuare a capirci, il terzo singolo tratto dall’album era nientedimenoche “Wonderwall”, e il quarto era questa, immensa, ambigua e travolgente “Don’t look back in anger”. Si tratta di una citazione “matrioska”, dell’album di Bowie “Look back in anger” che a sua volta citava il titolo la famosa piece treatrale di John Osborne, che in Italia è abitualmente tradotta “Ricorda con rabbia”.
La song (che ha l’attacco di piano copiato da “Imagine” e citazioni da Lennon sulla “rivoluzione cominciata dal letto”) è un inno a guardare in se stessi e a vivere pienamente senza rimpianti e rancori e c’è una povera Sally che può aspettare. L’interpretazione è vaga e Noel Gallagher quando la scrisse doveva essersi fatto cose buone. Ma Sally è diventata un mito.

So I start a revolution from my bed
Cause you said the brains I had went to my head
Step outside, summertime’s in bloom
Stand up beside the fireplace
Take that look from off your face
Cause you ain’t ever gonna burn my heart out
(Così comincio una rivoluzione dal mio letto
perché hai detto che il cervello mi ha dato alla testa
Esci, l’ estate è in fiore
Alzati accanto al caminetto
togliti quell’ espressione dal volto
Perché non brucerai mai il mio cuore)

And so, Sally can wait
She knows it’s too late as we’re walking on by
Her soul slides away
But don’t look back in anger
I heard you say
(E quindi, Sally può aspettare
Sa che è troppo tardi mentre noi andiamo avanti
La sua anima scivola via
Ma non guardare indietro con rabbia
Ti ho sentito dire)

E siccome le song hanno molte vite. “Don’t look back in anger” è diventata, dopo l’attentato a Manchester al concerto di Ariana Grande e i suoi ragazzi caduti vittime della follia terroristica, anche l’inno della resistenza, del coraggio, della voglia e della capacità di andare avanti senza “look back in anger”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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