Il ritorno ai lavori forzati della divina Chrissie

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[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/cMOKamtpUA8″][vc_column_text]Stavano lavorando sodo i Pretenders per il loro nuovo album nel 1982, il primo era stato un successone col singolo “Brass in the pocket” che era arrivato primo in classifica. Ma avevano problemi di droga i ragazzi e mentre non era ancora finita la registrazione del disco, James Honeyman-Scott, chitarrista del gruppo se ne andò per una overdose.

Chissie Hynde, da Akron Ohio, trapiantata in Inghilterra, leader e autrice delle song, scrisse pensando a lui “Back on the chaing gang” (Tornando ai lavori forzati), una dolentissima e intensa e melodiosa ballata su quel che siamo, quel che perdiamo e quello che la società ci impone di fare, quei lavori forzati che per Chrissie era la preparazione del nuovo album e che per ciascuno di noi sono catene diverse ma ugualmente pesanti da sopportare.

La Hynde è, secondo il mio insignificante parere, la voce femminile più sexy del rock, con quelle sue tonalità basse a tratti quasi roche, più intriganti che mai, come lei, la seducente Chrissie con i suoi occhi dardeggianti che spuntano fra i ciuffi dei capelli.

La song è bella assai sia nelle parole che nella musica:

I found a picture of you 

(Ho trovato una tua foto)

Those were the happiest days of my life

(Quelli erano i giorni più felici della mia vita)

Now we’re back on the train

(Ora siamo di nuovo in corsa)

Oh back on the chain gang.

(Oh di nuovo ai lavori forzati).

Like a break in the battle was your part 

(Tu sei stato come una pausa nella battaglia) 

In the wretched life of a lonely heart

(nella vita miserabile di un cuore solitario)

Lunga vita a Chrissie e alla sua voce speciale[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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