Il meraviglioso inno alla claustrofobia dei Cure

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[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/gw8Hwz3Xumc”][vc_column_text]“Close to me” dei Cure è una delle song che sta nel mio olimpo personale (forse l’ho già scritta questa cosa) insieme a poche altre che mi porterei nella più banale delle isole deserte e sarei capace di ascoltare fino allo sfinimento, ammesso che uno che finisce in un’isola deserta ci arrivi con un device che gli consente di ascoltare la musica e, sempre nell’isola deserta, trovi la corrente elettrica per ricaricarlo… ok si fa per dire.

Close to me è un modo di esorcizzare la claustrofobia e gli incubi di cui il frontman della band soffriva. In particolare il testo evoca il periodo in cui il cantante, ragazzino, s’era ammalato di varicella e le ombre nella stanza, mentre era immobile a letto, gli sembravano figure minacciose e paurose.

Sensazione di costrizione che il video della song rappresenta perfettamente essendo girato dentro un armadio all’interno del quale sono rinchiusi i componenti della band che eseguono la song. L’armadio precipita da una alta scogliera e finisce in mare (in realtà fu calato, con i musicisti all’interno, dentro una cisterna). Ci sono due versioni della clip. Una breve tutta girata dentro l’armadio, una lunga – che comprende delle sezioni di fiati più lunghe e preziose – con un finale sul fondo del mare con strani polipi che suonano e pesci finti che intralciano. Ed è questa che vi propongo per condividere con me nell’isola deserta una delle più belle song del pop.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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