Ilda la rossa, una per cui la guerra non è mai finita

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[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/6UEfCKeIFrQ”][vc_column_text]Ho finito di leggere ieri sera “La stanza numero 30”, l’autobiografia/pamphlet/j’accuse di Ilda Boccassini, la pm più celebre d’Italia, che ha attraversato alcune delle inchieste più famose degli ultimi 40 anni, dalle indagini sulla strage di Capaci, alla ‘ndrangheta in Lombardia, alle “Toghe sporche” di Squillante e Previti, ai processi a Berlusconi fino alle “cene eleganti” con Ruby e le “olgettine”.
Il libro è diventato subito “un caso” per la confessione dell’amore per Falcone, ma in quelle pagine c’è molto di più. Soprattutto c’è la vita di una donna appassionata e appassionante, eccessiva, testarda nella ragione e forse anche nel torto. Una donna completamente assorbita dal suo ruolo e dal suo lavoro, ma sempre “femmina”, attenta ai vestiti, alle immancabili collane e orecchini. Una donna feroce con quelli che disprezza o che l’hanno delusa, e sono moltissimi, soprattutto fra i giudici. La magistratura esce da questo libro forse più a pezzi di quanto sia accaduto con il libro di Palamara. Magari ci faccio un post su questo.
Ma songoftheday è una rubrica di canzonette e oggi a Ilda la rossa, bella da giovane e bella anche dopo per diversi motivi (è lei stessa a fare questa valutazione) dedico “Non sono una signora” scritta da Fossati e portata al successo dalla Bertè. La Boccassini è una grande signora borghese del sud (è napoletana) ma la sua indole e la sua storia, i suoi amori, i suoi timori, i suoi dolori, le sue ire sono quelli di questa song.

È un volo a planare
Per essere inchiodati qui
Crocefissi al muro
Ma come ricordarlo ora
Non sono una signora
Una con tutte stelle nella vita
Non sono una signora
Ma una per cui la guerra non è mai finita
Oh no, oh no

Sei una gran signora Ilda, selvaggia e paurosa, aspra e innamorata.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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