Aggiudicata la gestione dell’auditorium comunale all’associazione Città Viva, unica candidata ammessa alla procedura pubblica, in attesa del completamento delle verifiche tecniche per la consegna della struttura.
Sarà l’associazione “Città Viva” a gestire l’auditorium comunale “Attilio del Buono”, situato in via Soldato Pitino nell’Istituto Comprensivo D’Amico. Il Comune ieri ha avviato l’affidamento della struttura ai privati.
La procedura era stata avviata a marzo con la pubblicazione del bando pubblico. Alla scadenza del 24 aprile erano pervenute due domande: quella dell’Avis sezione di Rosolini, esclusa per mancanza del progetto gestionale — elemento ritenuto essenziale e non sanabile —, e quella di Città Viva, ammessa con riserva dopo una richiesta di integrazione documentale. L’associazione ha prodotto nei tempi previsti la documentazione mancante, tra cui il curriculum dell’ente e del gruppo di gestione, lo statuto e la polizza assicurativa, risultata completa e regolare.
La commissione giudicatrice ha valutato l’offerta di Città Viva su quattro criteri, assegnando un punteggio complessivo di 45 punti su 100. Il massimo è stato raggiunto nella proposta culturale e nell’impatto sociale — 30 punti su 30 — e nell’offerta economica — 15 su 15. Nessun punteggio è stato invece attribuito per la qualità del progetto gestionale e per la capacità organizzativa ed esperienza, due voci che insieme valevano 55 punti. La commissione ha comunque ritenuto il risultato sufficiente a fondare l’affidamento, raccomandando l’inserimento nella convenzione di clausole specifiche sulle modalità operative, gli orari di presidio e le garanzie di manutenzione ordinaria.
La consegna materiale dell’auditorium non è ancora immediata. Sono in corso le verifiche tecniche per il rilascio del parere di agibilità da parte della Commissione Comunale di Vigilanza sui Pubblici Spettacoli e del Certificato di Prevenzione Incendi da parte del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Siracusa. L’associazione dovrà completare la pratica entro 90 giorni dalla firma della convenzione, pena la revoca dell’assegnazione, e si farà carico delle relative spese, che verranno poi scomputate dal canone annuo di concessione. È stato richiesto anche un intervento di ignifugazione della struttura, per il quale il dirigente ha già avanzato richiesta di variazione di bilancio.







