Palazzolo Acreide, dal 28 luglio al via “Costrizione imperitura/Vulnerabilia – Residenza d’artista di Mirko Leuzzi a Casa Bramante”

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L’artista Mirko Leuzzi risiederà a casa Bramante e dal 5 agosto esporrà i lavori eseguiti durante il soggiorno.

Da venerdì luglio al 4 agosto negli spazi espositivi di San Sebastiano Contemporary / Casa Bramante, il giovane artista romano Mirko Leuzzi trascorrerà un periodo di residenza, finito il quale nella giornata di sabato 5 agosto renderà visibile a tutti le creazioni nate durante il soggiorno.

Imperitura/Vulnerabilia – afferma la curatrice del progetto Vittoria Mascellarovuole mostrare i due caratteri della ricerca che Mirko Leuzzi andrà a sviluppare durante la residenza. Da un lato la costrizione di rimanere solo con se stesso in uno spazio mai abitato prima. Una costrizione che tra l’altro ha un carattere immortale perché per lui condividere la sua esistenza nella semplice compagnia del suo io rivela una forzatura che non riesce ad accettare ma che qui mette alla prova. Dall’altro abbiamo “Vulnerabilia”, neologismo, che unisce due termini: vulnerabilità e memorabilia. Di fatto la produzione che Leuzzi realizzerà durante la residenza mostreranno evidentemente la vulnerabilità dell’essere (costretto in una situazione inusuale) ma terrà comunque traccia dei (s)oggetti che da sempre abitano le sue tele. La naturale connessione che Leuzzi ha nutrito con l’isola nel suo lungo soggiorno tra Catania e Caltagirone – aggiunge Vittoria Mascellaro – è sicuramente sintomo della metamorfosi che interessa oggi la sua ricerca artistica. Un’evoluzione che vuole essere esplorata nella residenza a Casa Bramante. Da qui nasce l’idea di sviluppare un progetto, attraverso cui l’artista possa indagare il sé in una situazione costringente ed estranea alle costanti abitudinarie. Di fatto la pratica di Leuzzi ha da sempre un aspetto corale, per cui è prevista la presenza di una modella, sia essa fisica o virtuale, i cui lineamenti vengono ritratti sapientemente dalla mano dell’artista.”

A Palazzolo Acreide, invece, Leuzzi non sarà accompagnato da alcuna presenza femminile, ma abiterà gli spazi in completa solitudine. Una peculiarità distintiva e fortemente voluta per accedere a nuove dimensioni nella sua pratica artistica e comprendere come giungere ad un’autorappresentazione compiuta e dichiarata. In questa fase liminale, l’autoritratto di Leuzzi assumerà dei connotati femminili, perché come ci ricorda l’artista: le donne, che da sempre dipinge, altro non sono che rappresentazioni del suo io. Ecco che allora – conclude la curatrice – in questa terra salvifica, l’artista tenterà una scoperta: quella di mostrarsi nella sua vulnerabilità.

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