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I “Genesis” inventavano la “nostra” musica: Firth of Fifth

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/SD5engyVXe0″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Sul finire del ’73 avevo 16 anni e qualcuno dei miei amici comprò “Selling England by the Pound”, erano i tempi dei primi impianti stereo e del loro capostipite, quello di “Selezione del Reader’s Digest”, comprato a rate e che aveva quel sistema per mettere tanti dischi uno sull’altro e ascoltarli in serie. Nel ’73 qualcuno aveva comprato “The Dark side of the moon” dei Pink Floyd uscito pochi mesi prima dell’album dei Genesis.

Non male con annata.

“Firth of Fifth” è forse la song più famosa dei “veri” Genesis, quelli con Peter Gabriel, tratta dal loro album più celebre. Il gruppo era la punta di diamante di quel “progressive rock” che stava reinventando la musica pop, mescolando armonie e strumentazioni mutuate dalla classica, lontane dal rock’n roll, ma capaci in inventare mondi e atmosfere che noi, ragazzi di quegli, anni sentivamo vicine, nostre, innovative, mai ascoltate prima, capaci di essere credibile colonna sonora dei nostri sogni, nuovi e diversi rispetto a quelli del passato. “Firth of Fifth” è un gioco di parole intraducibile che evoca il “Firth of Forth”, l’estuario dei fiume Forth in Scozia, il testo è considerato una metafora sul destino rappresentato dal fiume che finisce in mare con una forte denuncia politica sulla situazione inglese dell’epoca:

The sheep remain inside their pen, Though many times they’ve seen the way to leave
…The sheep remain inside their pen, Until the shepherd leads his flock away
(Le pecore rimangono nel loro recinto anche se tante volte hanno visto la via per uscirne
…le pecore rimangono nel loro recinto
fino a quando il pastore non porta fuori il suo gregge).

La song contiene tre assoli leggendari, quello al piano di Banks, quello di Hackett alla chitarra, quello di Gabriel al flauto. E’ un pezzo della cultura musicale del ‘900.

Scoprirla a 16 anni è stato bellissimo e ci ha cambiati tutti un po’.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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