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Le “Rose” di una Mannoia dissoluta e vendicativa

di Toi Bianca

Nel 1974 Fiorella Mannoia aveva 20 anni e non era ancora l’icona della musica d’autore che diventò in seguito. Ma era coraggiosa. Io manco la conoscevo e nel ’75 arrivato a Roma per l’Università mi calai nel mondo delle prime radio libere e cominciai a sentire song che mai immaginavo.
Fu allora che ascoltai per la prima volta “Rose” di tale sconosciuta Mannoia. Mi piacque subito, la imparai praticamente a memoria in pochi ascolti (peraltro Lei non la canta mai nei concerti e nelle esibizioni in tv). E’ la storia di una donna il cui amato va in sposo ad un’altra. E lei, la abbandonata, donna di mondo, orgogliosa della sua esperienza e abilità nel talamo, canta alla sposa che quel giorno l’uomo è suo ma ieri era ancora con lei e con lei tornerà. Questo testo forte contrastava con la voce bambina della Mannoia e ancora di più con il suo volto. C’è un provocante iato fra il tono e il ritmo quieto e innocente e il testo scabroso, irto di riferimenti sessuali. Esisteva peraltro una registrazione Rai in cui si vedeva la young Fiorella che la cantava ma è stata ritirata. Tenete conto che il testo fu censurato perché a un certo punto dice “non ti posso dire lui che cosa se ne fa della tua verginità”. Per il passaggio in tv la verginità diventò “ingenuità”. Abitudini censorie diffuse a quei tempi. Ci sono passati quasi tutti. Ma Fiorella era dissolutamente ingenua:

“Stira bene l’abito da sposa,
ché ‘sta notte poi non si riposa,
questa volta finalmente dormirà con te:
non sarà più qui con me.
Se la notte poi non si riposa
si appassisce, sai, come una rosa,
questa notte la mia rosa chi la curerà?
certamente appassirà.
…Se ti posso dare un buon consiglio
non giocare troppo a fare il giglio,
non ti posso dire lui che cosa se ne fa
della tua verginità
…Posso dire beh chi se ne importa,
perché quanto chiuderà la porta
come dio ti ha fatto finalmente ti vedrà,
certamente dormirà.
Io è da tempo che non sono un giglio,
puoi giurarci che me lo ripiglio,
stai tranquilla che la notte lui non dormirà
e poi mi ringrazierà…”

Fiorella, dai, ricantacela qualche volta. Noi intanto ci godiamo la tua song.

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