Anche da noi “el pueblo unido jamas serà vencido”

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[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/PhpSwSBbdxM”][vc_column_text]E lo so che non c’entra niente, e lo so che anche io come il cucciolo Alfredo di Dalla a un certo punto ho pensato “la musica andina che noia mortale”, ma se non la metto oggi questa come songonftheday quando mi ricapita? E vabbè sti sindaci non sono proprio la controfigura di Che Guevara, ma questi abbiamo. E a cantare vittoria è la sinistra che è pure fighetta, salottiera, radical-chic, col culo caldo, ma che comunque è sempre meglio dei fascisti o dei sovranisti o dei qualunquisti di ogni estrazione e costellazione.

E quindi vi tocca la song simbolo della sinistra sudamericana, la song che abbiamo sentito e visto cantare (per quelli che negli anni ‘70 e ’80 frequentavano i concerti) in tutte le occasioni perché non c’era manifestazione, Festa dell’Unità, saga della piada o dello gnocco fritto, in cui non era previsto il concerto degli Inti-Illimani che rimasero esuli in Italia per una decina d’anni perché loro, noti comunisti, erano in tournee nel nostro paese quando Pinochet prese il potere e assassinò il presidente Salvador Allende.

E comunque per chi allora aveva vent’anni e tante illusioni, passioni, innamoramenti politici e non, questa song suscita ancora emozione e commozione.

Poi guardiamo Gualtieri e ci passa tutto. 

Domani però, oggi cantiamo col pugno chiuso alzato “el pueblo unido jamas serà vencido”.  [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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