E dopo 40 anni arrivò la versione da discoteca del testamento musicale del sommo Jan Curtis

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[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/jfwS5ZuvdXw”][vc_column_text]Provo pudore, vergogna, ritrosia a proporvi la song di oggi. L’ho sentita su Mtv qualche notte fa e non ci volevo credere. Ho faticato a ritrovarla in rete ma alla fine, complice il piovoso sabato pomeriggio romano, ce l’ho fatta.
E’ giusto che tutti sappiano, e che qualcuno magari gradisca. Io sono perplesso assai ma per certi versi intrigato, lo ammetto con qualche senso di colpa.
Sto parlando della versione di un deejay, tale David Bay, di una delle canzoni più celebri, iconiche, per certi versi “sacre” del brit-pop anni ’80: “Love wil tear us apart” dei Joy Division. Il suo autore, cantante e frontman della band, Jan Curtis, si suicidò poco dopo la registrazione del brano, a 23 anni, impiccandosi in cucina. Sulla sua tomba è incisa una frase sola: proprio “Love will tear us a apart” (L’amore ci farà a pezzi).
Si può prendere un monumento della musica della mia generazione (Jan Curtis aveva 10 mesi più di me) e tradurla in una sorta di discodance, con i due protagonisti travisati con maschere da bondage di plastica nera eppure tenerissimi?
Si può. E magari qualche teenager curioso, ascoltandola, si chiederà da dove viene quella song dal testo cupo (con quel video dal finale “mortale), e magari scoprirà che c’era un gruppo chiamato “Joy Division” nella Manchester magica della fine degli anni ’70, con un cantante dalla voce baritonale, che faceva una musica che avrebbe influenzato il pop del futuro.
Ma in fondo anche le ceneri dei Joy senza Curtis, diventati i miei amati New Order, trasformarono l’angosciato spaesamento di Jan in una vena ossessiva e ballabile da cui nacque la grandissima “Blue Monday”.
In musica tutto si può. Ascoltate e guardate che ve ne pare.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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