[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://www.youtube.com/watch?v=0NxlJYlgJUM”][vc_column_text]Nel 1997 una giovane regista milanese, Roberta Torre, disse che il re mafioso era nudo e lo disse con immagini e musica in un film che segnò una cesura nella narrazione dell’ambiente di cosa nostra. La Torre fece di una storia di mafia un musical, affidandone la colonna sonora a Nino D’Angelo, in cui della mafia si cantava e si rideva, un film in cui il boss Tano diventava una macchietta trucida e tutto l’apparato malavitoso e “sociale” che gli girava intorno una grande pochade neoromantica. Non più paura (rispettosa) quindi, ma dileggio. Ci furono polemiche, come sempre ovviamente, su questa lettura del cotè mafioso, ma la forza dell’opera ebbe la meglio. Oggi vi propongo la canzone più celebre di quella premiatissima soundtrack, la song corale per la morte del protagonista che altro non è se non “O’ rap’e Tano”, famosa anche per il video travolgente girato alla Vucciria. Un piccolo capolavoro.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











