“The eye of the tiger” è stavolta stato il nostro

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/btPJPFnesV4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Fra le canzoni che cantano vittoria, vittoria sofferta, vittoria difficile, vittoria tribolata, vittoria con le stampelle, vittoria con gli errori, vittoria coi rigori, vittoria con chi prima si esalta e ci porta in finale e poi sbaglia il tiro decisivo, vittoria di chi vola a parare, vittoria anche per chi ha perso valorosamente in finale contro il primo del mondo, vittoria per il presidente, vittoria per chi l’ha visto e per chi non c’era e per chi quel giorno lì inseguiva un’altra chimera, vittoria per gli inglesi che hanno lottato lealmente ma uno solo poteva vincere, vittoria per chi da anni non vede una squadra italiana alzare una coppa internazionale e da ieri è tornato a commuoversi come a Roma nel ’68, a Madrid nell’82, a Berlino nel 2006, vittoria per chi da un anno e mezzo sta in lockdown materiale e mentale e stanotte ha fatto il pazzo o la pazza sventolando il tricolore, vittoria per chi sdegnosamente dice che era solo una partita di calcio e non capisce un cazzo della vita… ecco, scegliendo una canzone nella notte della vittoria rabbiosa e tenace, a me pare oggi la songoftheday di rigore sia quell’inno alla fatica e all’orgoglio, al sudore e alla passione che è diventata, anche al di là dei suoi meriti musicali, “Eye of the tiger”, dei Survivor.
Quella di Rocky e anche di tutti noi.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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