[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/XB3TfBXUOKw”][vc_column_text]Rino Gaetano abitava a Montesacro in via Cimone. Era amico di mio cugino Gennaro che anche lui abitava a Montesacro in via Cimone. Gennaro ogni estate con mia zia Giuditta, sorella di mia madre, veniva a Siracusa e ci restava un paio di mesi. Un’estate ci annunciò che sarebbe arrivato il suo amico Ringo.
E Ringo arrivò a Siracusa con la chitarra ma senza il costume e, se non ricordo male, andò a dormire all’Isola da mia zia Marisa, l’altra sorella di mia madre. Ma non in casa; in giardino, nella tenda che si era portato. Tutto ciò accadeva quando mio cugino aveva 16 o 17 anni, Ringo che aveva un anno in più doveva essere quindi massimo diciottenne. Io ho cinque anni meno di Gennaro ero adolescente e non ricordo granché di Ringo, se non che fosse un tipo strambo e simpatico che suonava la chitarra.
Anni dopo, quando nel ‘75 venni qui a Roma all’Università, andai a vivere anche io a Montesacro, in via Vigese, una traversa di via Cimone. Era il periodo del primo successo di Rino Gaetano che diventò giustamente famoso con la song di oggi “Ma il cielo è sempre più blu” che parla di tante cose; è un elenco personaggi, di azioni, di egoismi, di nefandezze, di povertà e piccole gioie e momenti “normali” vita quotidiana. Una canzone straordinariamente nuova e diversa da quelle che si erano sentite fino a quel momento. L’esordio straordinario di un cantante straordinario e molti, molti anni avanti rispetto ai tempi che viveva.
Una canzone straordinaria…che poi a noi di Montesacro diceva cose specifiche.
Chi vive in baracca, chi suda il salario
Chi ama l’amore e i sogni di gloria
Chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria
Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio
Chi vuole l’aumento, chi gioca a Sanremo
Chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno
Chi ama la zia, chi va a Porta Pia
“Chi va a Porta Pia” sono quelli che vengono da Montesacro e sulla Nomentana vanno verso il centro e passano da Porta Pia che è la porta di Roma da cui inizia appunto la Nomentana.
Chi è assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca
Chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori
Chi legge la mano, chi regna sovrano
Chi suda, chi lotta, chi mangia una volta
Chi gli manca la casa, chi vive da solo
Chi prende assai poco, chi gioca col fuoco
Chi vive in Calabria, chi vive d’amore
Chi ha fatto la guerra, chi prende il sessanta
Chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro
Na na na na na na na na na na
“Chi prende il 60”. Non è un numero a caso il 60. Era il bus che faceva capolinea a via Cimone e attraversava tutta la città fino al capolinea in piazza Sonnino a Trastevere.
E sulla Nomentana, che il 60 percorreva da Piazza Sempione a Porta Pia, Rino Gaetano morì una notte, il giorno del mio ventiquattresimo compleanno, il 2 giugno dell’81, schiantandosi con la sua auto contro un camion. Aveva 30 anni.
Ma il cielo è sempre più blu
Il cielo è sempre più blu[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][/vc_column][/vc_row]











