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REGIONE SICILIANA

L’ARS approva le “quote rosa” nelle giunte comunali, ma Schifani trema: la sua maggioranza non esiste più

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L’aula ha varato il provvedimento con 50 voti favorevoli: bocciate le norme sul terzo mandato dei sindaci e sul consigliere supplente

L’Assemblea Regionale Siciliana, dopo una seduta ancora una volta caratterizzata da tradimenti palesi e segreti, ha approvato il disegno di legge sugli enti locali. Nei fatti, però, la norma è stata svuotata quasi totalmente dalle dinamiche politiche dell’aula, che ha confermato l’instabilità della maggioranza di riferimento al governatore Renato Schifani e che, alla fine, ha varato con 50 voti favorevoli solo la legge sulle “quote rosa” nelle giunte comunali.

Si tratta di una misura che impone, al pari di quanto previsto nel resto d’Italia, il 40% di rappresentanza di genere nelle giunte dei Comuni superiori ai 3 mila abitanti. La norma sarà in vigore dalla prossima legislatura, con il rischio che passino anche più di tre anni affinché alcuni comuni, al voto nei mesi scorsi, si allineino. Alla fine le “quote rosa” si confermato l’elemento più importante di un ddl studiato negli ultimi due anni e sbriciolatosi in fretta in assemblea.

Sono state bocciate, con voto segreto, la norma sul terzo mandato per i sindaci dei comuni fino a 15 mila abitanti e l’introduzione del “consigliere supplente” al posto di un collega eletto nella stessa lista e successivamente nominato assessore. Due provvedimenti a cui pezzi della maggioranza, e Schifani stesso, tenevano molto, e che invece hanno risentito della schizofrenia dell’aula.

All’indomani del voto, le valutazioni riguardano la compagine a sostegno del presidente della Regione, sempre più inaffidabile, come confermato dai capigruppo delle forze di governo. Dai banchi delle opposizioni, invece, l’invito al governatore è di passare la mano e dimettersi. L’impressione è che serva quanto prima un mini rimpasto in giunta, con l’ingresso di nuovi deputati, per cercare di blindare nuovamente la maggioranza.

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