A Eros, il Totti del pop, è basterebbe una canzone

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][vc_video link=”https://youtu.be/C6dpQWnRII0″][vc_column_text]

Eros Ramazzotti, secondo il mio arbitrario giudizio, sta alla canzone come Francesco Totti sta al calcio. A Roma, s’intende, nel grande, provincialissimo, micro-macro cosmo della città in cui vivo da 20 anni. Francesco ed Eros – che peraltro è juventino –  sono autenticamente popolari, figli del magnifico generone romano, lontano dai fighi, dagli snob, dagli intellettuali, sono semplici e appassionati e per questo appassionano la “ggente”, quella magnifica umanità caciarona, capace di incredibili altruismi, di incredibili prove di amicizia, quel popolo dalla scorza volgare e cinica e dal cuore immenso, quel romano abituato ad essere circondato da tanta bellezza e da quella overdose di straordinaria cultura che vive l’eccelso con annoiata normalità.  

Eros canta in tutte le lingue con l’accento romanissimo di chi viene da Cinecittà, canta quasi sempre d’amore ma anche di povertà, di vite ai margini.

E questa “Se bastasse una canzone” è una song che Eros dedica agli sbandati, come ha rischiato di diventare lui prima che la musica lo salvasse:

Dedicato a tutti quelli che sono allo sbando

Dedicato a tutti quelli che non hanno avuto ancora niente

E sono ai margini da sempre

Dedicato a tutti quelli che stanno aspettando

Dedicato a tutti quelli che rimangono dei sognatori

Per questo sempre più da soli…

Dedicato a tutti quelli che sono allo sbando

Dedicato a tutti quelli che hanno provato ad inventare

Una canzone per cambiare

Dedicato a tutti quelli che stanno aspettando

Dedicato a tutti quelli che venuti su con troppo vento

Quel tempo gli è rimasto dentro.

A me quella dedica a chi è venuto su con troppo vento e che quel tempo se lo porta dentro, sembra un pezzo di bellissima poesia.

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