[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://www.youtube.com/watch?v=Q6BzNEZxbiw”][vc_column_text]Praticamente i Procol Harum non esistevano come gruppo quando esplosero, conquistando giustamente tutte le classifiche del mondo con quel pezzo pazzesco che è “A wither shade of pale”. C’era Gary Brooker, compositore, voce e tastiere e dei musicisti che ruotavano in studio e c’era Keith Reid che scriveva i testi. Poi il gruppo si consolidò sull’onda del successo e produsse alcuni brani epici fra cui Homburg che arriva prima in classifica (caso unico?) sia nella versione italiana (L’ora dell’Amore dei Camaleonti) che in quella originale. Ma il brano più suggestivo, dopo la prima hit, e quello che vi propongo oggi, “A Salty dog”, l’equivalente inglese di “lupo di mare” che da il titolo al secondo album del gruppo. La song è una ballata sognante che evoca la sfida di Ulisse che varca i confini del mondo conosciuto (“Considerate vostra semenza…), la Ballata del vecchio marinaio di Coleridge, l’epica battaglia col mare e col mostro del capitano Achab, ma forse anche l’ammutinamento del Bounty. C’è un capitano che sferza i suoi e li spinge oltre i limiti. Attraverso lo stretto, intorno al Corno: quanto lontano possono volare i marinai? Un sentiero contorto, il nostro percorso tormentato, e nessuno è rimasto in vita. (Attraverso gli stretti, oltre Capo Horn, quanto lontano possono spingersi i marinai? Un percorso tortuoso per il nostro terribile viaggio da cui nessuno tornò vivo) grassetto, potrebbe eguagliare l’occhio del nostro capitano (Navigammo per regioni sconosciute agli uomini, dove le navi tornano a morire. Nessuna vetta invalicabile, nessuna massiccia fortezza, sfidare lo sguardo del nostro Capitano). Il viaggio finisce “dopo sette giorni di mal di mare” su un’isola dalla sabbia immacolata che non era di questo mondo. Il capitano che li ha guidati oltre i limiti del possibile li porta in salvo in quest’isola di sogno mentre i marinai piangono lacrime di gioia. Ma forse invece i marinai hanno abbandonato il capitano e hanno bruciato l’albero della nave e affondato il cannone. Il finale è ambiguo ma è il capitano, un lupo di mare, “un cane salato” indimenticabile. Il capitano che li ha guidati oltre i limiti del possibile li porta in salvo in quest’isola di sogno mentre i marinai piangono lacrime di gioia. Ma forse invece i marinai hanno abbandonato il capitano e hanno bruciato l’albero della nave e affondato il cannone. Il finale è ambiguo ma è il capitano, un lupo di mare, “un cane salato” indimenticabile. Il capitano che li ha guidati oltre i limiti del possibile li porta in salvo in quest’isola di sogno mentre i marinai piangono lacrime di gioia. Ma forse invece i marinai hanno abbandonato il capitano e hanno bruciato l’albero della nave e affondato il cannone. Il finale è ambiguo ma è il capitano, un lupo di mare, “un cane salato” indimenticabile.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











