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Premiazione

Myllennium Award, tre giovani siciliani premiati tra i 25 talenti italiani under 30

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Venticinque giovani italiani distintisi in ricerca, imprenditorialità, cultura, sport, musica e cinema, con tre riconoscimenti andati a talenti provenienti dalla Sicilia

Venticinque giovani talenti italiani under 30 sono stati premiati a Roma nel corso della dodicesima edizione del Myllennium Award, il riconoscimento multidisciplinare promosso dal Gruppo Barletta e dalla Fondazione Barletta dedicato al merito, all’innovazione e alla creatività delle nuove generazioni.

Il premio si articola in dieci categorie che spaziano dalla ricerca all’imprenditorialità, dalla cultura allo sport, dalla musica al cinema, con l’obiettivo di valorizzare progetti capaci di generare un impatto concreto nella società. In dodici anni di storia ha raccolto oltre 5.700 candidature, premiato più di 380 giovani e distribuito oltre due milioni di euro tra premi, borse di studio e opportunità di formazione e inserimento professionale. Il riconoscimento è patrocinato dal Ministro per lo Sport e i Giovani, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, dal Ministero dell’Università e della Ricerca, dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio.

Tra i vincitori dell’edizione 2026 figurano tre talenti siciliani, premiati per progetti che affrontano la mobilità sociale, l’identità digitale e l’etica della cura.

Davide Maurizi, di Catania, ha vinto nella categoria MyReportage – Social Edutainment, realizzata in collaborazione con Factanza, con il reel “17 secondi, il lungo silenzio di Mario Monti sulla disoccupazione”, dedicato al tema dell’ascensore sociale in Italia. Il progetto analizza attraverso un linguaggio pensato per i social media la difficoltà delle generazioni nate dagli anni Novanta nel migliorare la propria condizione economica, intrecciando dati statistici ed esempi concreti sulle cause strutturali della scarsa mobilità sociale, sullo scarto tra competenze richieste e offerte e sugli stipendi stagnanti. Il riconoscimento prevede l’accesso gratuito alla Factanza Academy, un percorso di formazione sulla creazione di contenuti, oltre a un’attività di consulenza editoriale per la pubblicazione del reel sui canali social del brand con menzione dell’autore.

Da Messina arriva invece Josephine Campo, in arte Phinny Field, vincitrice della sezione Graphic Novel della categoria MyBook con l’opera “All Remains Land – Ultimo Accesso”, dedicata al tema “Ghostland”. Il fumetto racconta la storia di Stefano, un diciassettenne che dopo aver perso una gamba a causa di un tumore si risveglia privo dei ricordi legati alla propria identità, e che nel tentativo di ricostruire il proprio passato si ritrova immerso in una realtà virtuale popolata dalle tracce di identità digitali dimenticate. Il riconoscimento prevede un contratto di edizione e la pubblicazione del volume da parte di Round Robin Editrice.

Originaria di Canicattì e oggi residente a Padova, Claudia Fantucchio è stata premiata nella sezione Saggistica della categoria MyBook con il saggio “Il problema”, dedicato all’etica della cura come scelta politica. Il testo riflette sul modo di conciliare il principio dell’accoglienza universale con la complessità delle relazioni umane, intrecciando esperienze personali e riflessioni sul rapporto tra responsabilità individuale ed empatia. Il riconoscimento prevede un premio in denaro e la pubblicazione dell’opera con Gangemi Editore.

“I progetti premiati in questa dodicesima edizione dimostrano quanto talento, capacità di innovare e spirito imprenditoriale siano presenti nelle nuove generazioni” ha dichiarato Paolo Barletta, presidente del Myllennium Award, sottolineando come la ricerca Ipsos presentata durante la cerimonia segnali ancora una distanza tra formazione e mondo del lavoro che istituzioni, imprese e sistema educativo sono chiamati a colmare.

L’indagine Ipsos “Giovani italiani e mismatch tra formazione e lavoro”, presentata durante la cerimonia, fotografa aspettative e criticità delle nuove generazioni nel rapporto con istruzione e occupazione. Tra i dati raccolti, oltre la metà dei giovani valuta positivamente il proprio percorso formativo, ma solo il 21 per cento ritiene che gli studi preparino realmente all’ingresso nel mercato del lavoro.

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