Il giovane attivista si è immerso a Milazzo con la campionessa di apnea, Alessia Zecchini, che ha portato sott’acqua i messaggi scritti sulla muta dai 117 piccoli palestinesi evacuati da Gaza e accolti a Bologna. E’ una tappa del progetto #LetChildrenPlay
Un’immersione nel Mediterraneo per fare del mare un luogo di solidarietà e portare con sé i sogni di 117 bambini palestinesi evacuati da Gaza. È il significato dell’iniziativa che a Milazzo ha visto protagonista la campionessa mondiale di apnea Alessia Zecchini, insieme all’attivista siracusano Sebastian Colnaghi, invitato a immergersi con lei e a collaborare alla realizzazione del progetto.
I bambini, oggi accolti e sostenuti a Bologna dalla Banna Al Khayri Foundation, hanno affidato desideri e messaggi alla campionessa scrivendoli direttamente sulla sua muta. Zecchini li ha poi portati con sé nella discesa nelle acque di Milazzo. L’azione è una tappa del progetto #LetChildrenPlay, promosso da Rising Dreams in collaborazione con Kites4Palestine, in occasione del Global Gaza Kite Weekend. Zecchini, che vanta 18 medaglie d’oro e 40 record mondiali di apnea, ha portato così sott’acqua le parole e le speranze dei bambini, in un gesto simbolico che ha unito sport, mare e solidarietà.
“Il mare non ha confini, e non dovrebbe averne neanche il diritto di ogni bambino di sognare – dichiara Colnaghi – . Immergermi accanto ad Alessia e portare idealmente con noi le parole di questi bambini mi ha fatto pensare a quanto sia assurdo che un sogno debba essere affidato a una muta da sub per poter trovare una strada verso il mondo. Oggi il nostro compito è fare in modo che quelle parole non rimangano sott’acqua, ma continuino a emergere e a essere ascoltate”.
L’iniziativa ha voluto trasformare un gesto sportivo in un messaggio capace di superare i confini del mare, riportando al centro le voci dei bambini e il loro diritto a immaginare un futuro.
“Ho sempre visto il mare come un simbolo di vita, libertà e connessione tra le persone. Questa volta lo abbiamo trasformato in un messaggero -, aggiunge l’attivista – . Quei 117 sogni rappresentano altrettante voci. Possiamo essere distanti migliaia di chilometri, ma davanti ai desideri di un bambino le distanze scompaiono. Nessun bambino dovrebbe avere paura di giocare, di andare a scuola, di guardare il cielo o semplicemente di immaginare il proprio futuro”.










