In una lunga diretta video, il deputato nazionale di Fratelli d’Italia Luca Cannata demolisce il metodo di costituzione della nuova società idrica provinciale. “Convocazione frettolosa e senza documenti, un atto di prepotenza che lascia fuori la minoranza. Vigileremo sui costi in bolletta”
Un fiume in piena contro la nascita di Aretusa Acque. È un attacco frontale, durissimo e senza sconti quello lanciato dal deputato nazionale di Fratelli d’Italia, Luca Cannata, che in una diretta social di oltre mezz’ora ha denunciato quelle che definisce “gravissime irregolarità e un atto di prepotenza politica” nella costituzione della nuova società mista che gestirà il servizio idrico per i prossimi 30 anni in 19 comuni della provincia.
Nel mirino del parlamentare, ex sindaco di Avola, finisce principalmente il primo cittadino di Siracusa, Francesco Italia, in qualità di presidente dell’assemblea dell’ATI idrico.
L’accusa di un “blitz” e di una “cricca”
Il cuore della denuncia di Cannata riguarda le modalità e le tempistiche dell’operazione. “Siamo stati convocati con appena quattro giorni di preavviso per un atto di importanza storica, che vale un miliardo di euro, senza ricevere nemmeno un allegato, senza uno straccio di documento su cui discutere,” ha tuonato Cannata. “Un vero e proprio blitz estivo, messo in atto da una cricca che ha deciso di spartirsi il potere, calpestando le regole della condivisione e della trasparenza”.
Il deputato ha raccontato di un’assemblea “surreale”, iniziata con quasi un’ora di ritardo perché, a suo dire, “non erano ancora pronti”, segno di un accordo che si stava definendo fino all’ultimo minuto tra le forze di maggioranza.
Il nodo della rappresentanza: “100mila cittadini senza voce”
Il punto più critico sollevato da Cannata è la composizione degli organi di controllo della società, in particolare del Comitato di Sorveglianza, l’organismo che dovrà vigilare su tariffe, investimenti e qualità del servizio.
“Con un atto di forza, hanno presentato una lista unica con cinque nomi, escludendo totalmente qualsiasi rappresentanza delle minoranze,” ha spiegato. “I sindaci di Avola, Francofonte e Portopalo, che si sono opposti a questo metodo, rappresentano quasi 100mila cittadini che oggi non hanno voce in capitolo nel controllo di un bene primario come l’acqua. Hanno preferito la logica della spartizione anziché quella della proporzionalità, che avrebbe garantito tutti”.
Costi e bollette: l’allarme sulle indennità
Cannata ha poi acceso i riflettori sui costi della nuova governance, che rischiano di ricadere direttamente sulle tasche dei cittadini. “Hanno approvato indennità per circa mezzo milione di euro l’anno per i componenti dei vari organi. Denaro che, inevitabilmente, finirà per gravare sulle bollette che tutti noi pagheremo,” ha avvertito il deputato. “Noi vigileremo attentamente, perché l’acqua non è una merce su cui fare profitti o distribuire poltrone, ma un diritto”.
Il parlamentare di FdI ha concluso assicurando battaglia in tutte le sedi istituzionali e legali. “Non ci faremo intimidire. Siamo stati esclusi, ma non resteremo in silenzio. Controlleremo ogni atto, ogni investimento, ogni tariffa. La nostra sarà una sorveglianza attenta e costante nell’interesse esclusivo dei cittadini”.







