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Aretusacque, il “tradimento” del Centrodestra è servito

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Alta tensione all’incontro dei sindaci sulla costituzione di Aretusacque, la società mista che dovrà occuparsi del servizio idrico in provincia: si spacca il fronte del Centrodestra con Pachino, Rosolini e Augusta che votano insieme a Siracusa e Melilli. Stefio, furioso, lascia la riunione

Continua da questa mattina la riunione dei sindaci, convocati dal presidente dell’ATI, ossia il sindaco di Siracusa Francesco Italia, con velocità ritenuta sospetta da molti protagonisti della scena politica siracusana, per decidere forme, nomi e modalità della governance di Aretusacque, la società mista pubblico-privato che dovrà gestire il servizio idrico e di conseguenza il super-appalto dell’acqua.

Secondo notizie riportate da fonti attendibili, si sarebbe consumato nel corso della seduta un nuovo “tradimento” del tavolo del Centrodestra, con protagonisti sia Forza Italia, e quindi il deputato di riferimento Riccardo Gennuso che ha fatto votare i comuni di Pachino e Rosolini per la costituzione della società, sia il sindaco di Augusta Giuseppe Di Mare, anch’egli accodato all’asse Italia-Carta-Gennuso nonostante la posizione opposta del suo partito, Fratelli d’Italia.

Proprio come conseguenza di questa decisione, pare che per Di Mare sia scattata l’esclusione d’ufficio da FDI, una linea già tenuta dal partito ai tempi di Auteri sostenitore, per la presidenza del Libero Consorzio, di Michelangelo Giansiracusa.

Ancora da definire la posizione di Floridia e Solarino, date inizialmente per vicine a Siracusa e Melilli ma che se così fosse conclamerebbero, soprattutto nel caso di Solarino, governata da un sindaco eletto all’ARS nel Partito Democratico, una nuova, ennesima spaccatura all’interno del PD.

Le conseguenze: rischio costituzione della società senza alcuni sindaci

Con questo clima di autentica rottura, il rischio è quello preconizzato da molti, ossia la possibilità di “procedere alla costituzione della società anche in assenza dei sindaci, mediante decreti sostitutivi”. Una scelta che escluderebbe, in barba alla democrazia, parte della politica del territorio dalla governance di uno dei servizi più delicati e strategici, una decisione che però, se attuata, ha nomi e cognomi e che quindi l’opinione pubblica avrebbe modo di verificare.

L’unica certezza è che questa decisione provocherebbe strascichi legali, sotto forma di ricorsi, dalla non semplice – né breve – risoluzione.

Giuseppe Stefio, sindaco di Carlentini: “Clima mai visto”

Il primo a lasciare il tavolo del confronto questa mattina è Giuseppe Stefio che aveva suggerito, all’interno del Comitato di sorveglianza ma a titolo gratuito, il presidente del forum dell’acqua pubblica Alessandro Acquaviva, proposta unanimemente bocciata. “Fatevi dire quali sono le indennità che questo tavolo senza la mia presenza avrà stabilito per dare ai componenti e che ognuno si assuma la propria responsabilità” ha poi aggiunto, non senza malizia, Stefio.

In attesa della decisione finale sulla costituzione di Aretusacque, prevista per il pomeriggio, non resta che registrare ancora una volta una spaccatura politica su un bene comune e pubblico di difficile comprensione, specie per i cittadini che dall’acqua non otterranno vantaggi o posti di sottogoverno, ma bollette da pagare.

Società costituita, ma non mancheranno strascichi

Ecco i nomi del Consiglio di sorveglianza: Giuseppe Assenza, Massimo Carrubba, Francesco Favi, Marco Cannarella, Ivana Rabito. Assenza è stato eletto presidente.

Oltre all’asse già accennato in precedenza, come sostenitori della lista dei nomi approvati si sono accodati i comuni di Ferla, Noto e Sortino. Contrari come risaputo Avola, Portopalo, Carlentini e Francofonte. Daniele Lentini, sindaco di Francofonte, ha delegato come rappresentante il deputato di FdI Luca Cannata, tra i più critici sulla vicenda.

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