Il presidente della Regione è intervenuto a Palermo nel giorno del 34esimo anniversario dell’attentato che uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, chiedendo verità per le vittime
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha ricordato la strage di via D’Amelio in occasione del trentaquattresimo anniversario dell’attentato che il 19 luglio 1992 uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta.
L’intervento è arrivato a margine dell’evento organizzato dall’Associazione nazionale magistrati nella Corte di assise di Palermo, al termine del quale è stata inaugurata la mostra “Le rose spezzate. Speciale stragi”.
“La strage di via D’Amelio è una delle pagine più oscure della nostra storia repubblicana. Fare piena luce è un dovere morale dello Stato. Lo dobbiamo non soltanto ai familiari delle vittime, ma anche a tutti i siciliani onesti che dopo tanti anni chiedono ancora di conoscere la verità” ha dichiarato Schifani.
Il presidente della Regione ha rivolto un pensiero al sacrificio del giudice e degli agenti caduti, definendolo un esempio di coraggio e di senso delle istituzioni che deve continuare a ispirare chi svolge un incarico pubblico. Schifani ha collegato la memoria della strage all’attualità, osservando che gli episodi di cronaca più recenti impongono di non abbassare la guardia, e ha ringraziato la magistratura e le forze dell’ordine per il lavoro quotidiano sul fronte della legalità.
Il presidente ha concluso il suo intervento sottolineando il percorso di cambiamento avviato dalla Sicilia negli ultimi anni, ricordando il dovere delle istituzioni di sostenere le iniziative che tengono viva la memoria delle stragi e trasmettono alle nuove generazioni i valori per i quali tante persone hanno sacrificato la propria vita.




