Casa Nepèta, nel cuore del Val di Noto, ospita il 14 giugno una serata in cui la cucina nomade del collettivo Via delle Palme si intreccia con i distillati artigianali
La cucina “nomade” di Via delle Palme e i distillati di Nepèta si incroceranno a Testa dell’Acqua, al tramonto. Si intitola “Terra + Spirito” l’iniziativa che si svolgerà nelle campagne del cuor del Val di Noto, domenica 14 giugno, nella sede del liquorificio artigianale netino, un appuntamento che unisce cibo, distillati e paesaggio ibleo.
L’iniziativa nasce dall’incontro tra Casa Nepèta di Federico Tanasi e Andrea Giudice e il collettivo Via delle Palme (Giuliana Pucci e Buccio Cappello), autori di quello che definiscono “cucina nomade”: una proposta gastronomica che si sposta e si adatta al luogo in cui viene servita, privilegiando ingredienti di territorio e tecniche di cottura che raccontano la Sicilia. Il menu pensato per la serata è costruito come un percorso in sette portate, ciascuna abbinata a un cocktail realizzato dai bartender di quattro locali italiani: Angolo B di Bologna, Radici di Asti, Paradis di Pietrasanta e Don Beach di Avola.
Il filo conduttore è proprio la gamma di Casa Nepèta, liquorificio che produce i suoi distillati partendo da erbe officinali coltivate o raccolte a mano nelle colline iblee. Nepèta, a base di nepitella e limone di Siracusa Igp, Majora, con maggiorana e arancia amara, e Timous, che lavora su timo arbustivo, bergamotto ed elicriso senza aggiunta di zuccheri, sono i tre liquori botanici intorno ai quali ruota l’intera produzione, affiancati dagli Spiriti Madre e dal Noto Gin, un London Dry a 42 gradi costruito su ginepro, gelsomino, pepe rosa e bergamotto.
Ogni abbinamento della serata porta la firma di uno dei bartender ospiti: Alessandro Silivestro apre con un cocktail a base di Majora ispirato alle memorie di una caponata, mentre Enzo Midolo di Don Beach lavora sul Gin Noto e sulla nepitella. Gianluca Montanelli del Paradis Pietrasanta Hotel costruisce due proposte su Timous e Rum, e Sebastiano Garante con Antonio Cafagna di Radici chiudono con una Cassatina da Bere che mescola Gin Noto, Majora, maraschino e ricotta di pecora.
«La filosofia che accomuna i due progetti è la stessa – ha raccontato Federico Tanasi – partire dalla terra per generare cultura. Da una parte le erbe aromatiche degli Iblei coltivate e trasformate da Casa Nepèta; dall’altra il patrimonio gastronomico custodito nelle famiglie siciliane e riportato alla luce da Via delle Palme. In mezzo, il gesto dell’ospitalità come strumento di racconto e condivisione».







