Aggiornato al 11/06/2026 - 10:36
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Teatro

Siracusa, sul palco la storia di don Pino Puglisi: la Compagnia Camore presenta “Il Seme Resta”

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Venerdì 12 giugno il dramma in un atto nel cortile della Chiesa del Sacro Cuore. Il regista Salvatore Randazzo: «La storia di don Pino non può essere confinata, entra nelle strade e nei cortili»

La Compagnia Teatrale Camore, dinamica realtà artistica amatoriale nata nel dicembre del 2025, è pronta al debutto con il suo nuovo lavoro.

Venerdì 12 giugno 2026, alle ore 21:00, i riflettori si accenderanno nel cortile della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, a Siracusa, per la messa in scena del dramma in un atto intitolato “Il Seme Resta – Cronaca di un sorriso che disarma”. L’evento, che gode del patrocinio informale della comunità parrocchiale, sarà a ingresso libero e aperto a tutta la cittadinanza.

L’opera, interamente scritta e diretta dal regista Salvatore Randazzo, è profondamente incentrata sulla straordinaria attività pastorale ed evangelica svolta da Padre Pino Puglisi nel difficile quartiere palermitano di Brancaccio, fino al suo barbaro assassinio per mano mafiosa.

La caratteristica principale della messinscena risiede nella totale rottura della quarta parete teatrale, con una scelta drammaturgica che punta a catapultare lo spettatore direttamente all’interno del contesto rurale e sociale della Palermo degli anni Novanta.

I cardini della visione del regista Salvatore Randazzo:

  • Il teatro diffuso: gli attori non reciteranno esclusivamente sul palcoscenico, ma attraverseranno la platea, i corridoi e i margini del cortile;

  • Il coinvolgimento del pubblico: gli spettatori non assisteranno passivamente, ma si troveranno immersi nelle dinamiche di un quartiere che si muove, osserva e reagisce;

  • Il messaggio dell’opera: restituire l’idea di una presenza discreta e costante, quella di un prete mite armato solo di un sorriso e del Vangelo, capace di cambiare la mentalità di una comunità rurale.

«La messinscena nasce da un principio semplice: lo spazio scenico è ovunque – spiega l’autore Salvatore Randazzo –. Questa scelta vuole ricordare che don Pino non ha mai cercato un piedistallo, ma ha scelto la strada. La scena aperta vuole dimostrare che il bene non ha confini, che la luce può nascere in ogni luogo e che, come lui stesso ripeteva sempre, il seme resta».

La complessa macchina scenica allestita dalla Compagnia Teatrale Camore vede l’impiego corale di numerosi interpreti locali, supportati da uno staff tecnico che ha curato ogni minimo dettaglio, dalle scenografie alle partiture vocali.

La struttura dei personaggi e il gruppo di lavoro artistico:

  • I ruoli principali: il personaggio di Padre Pino Puglisi sarà interpretato da Antonino Risuglia, affiancato da Simona Quercio (Rosaria), Francesco La Rosa (Ciciuzzo), Salvo Tiralongo (Nino) e Daniele Pennuto nel ruolo del boss Don Turiddu;

  • La narrazione e i caratteri popolari: la voce narrante sarà di Loredana Castello, con Anna Liggieri e Giusi Costa (Le Sorelle), Claudio Di Pietro ed Enzo Signorino (Gli Ubriachi) e Ketty Dell’Aquia nei panni di Donna Caterina l’ostessa;

  • Gli antagonisti e il popolo: gli scagnozzi di Don Turiddu saranno impersonati da Vincenzo La Scola, Emanuele Calvo e Giuseppe Ferraguto, mentre il resto della compagnia darà vita al gruppo degli abitanti di Brancaccio.

La scheda tecnica dello spettacolo si completa con Luciano Quadarella alla gestione del suono, le scenografie e i costumi realizzati collettivamente dalla Compagnia Teatrale Camore, Ketty Dell’Aquia nel ruolo di vocal coach e il comparto comunicazione social affidato alla coppia composta da Francesco La Rosa e Luciano Quadarella.

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